Image Poisoning, un nuovo attacco... alla realtà?
Un genio! Julius von Bismarck ha avuto un'idea tanto semplice quanto assolutamente geniale alla quale ha attribuito il nome di "image fulgurator". In pratica con una vecchia Minolta opportunamente modificata è in grado di imprimere su pellicole e memorie di ignari fotografi un po' quello che vuole. In una macchina fotografica normale la luce emessa dal flash colpisce l'oggetto o gli oggetti di fronte l'obiettivo, da questi viene riflessa e attraverso una serie di lenti proiettata sulla pellicola o più di recente sul CCD o sensore ottico. Nel fulgurator il flash opera all'esatto contrario e cioè la luce che emette viene utilizzata per proiettare un'immagine, presente sulla pellicola già impressa e sviluppata, su un oggetto che si trova davanti l'obiettivo.
Il problema di riuscire a sincronizzare il secondo flash con quello della vittima, che potrebbe operare in diverse modalità e con diverse emissioni di luce (si pensi ad esempio alla funzione di riduzione dell'effetto occhi-rossi), è stato invece risolto via software utilizzando dapprima un normale Arduino e successivamente pare che l'inventore abbia sviluppato una soluzione tutta sua della quale però non sono ancora riuscito a trovare altri succulenti dettagli riguardanti l'algoritmo utilizzato per l'identificazione del tipo di flash.

A dispetto di quanto ho letto sul fatto quotidiano, a guardarla non sembra affatto una normale macchina fotografica professionale quanto più un incrocio tra una reflex e un Thompson 1927, ma la sua forma ha un significato preciso: l'inventore ha voluto comunicare visivamente le potenzialità dannose del fulgurator. Nelle mani sbagliate potrebbe infatti trasformarsi in un'arma micidiale contro per esempio i turisti che potrebbero trovarsi, senza neanche accorgersene, il logo di qualche multinazionale impresso su uno splendido monumento oppure qualche frase stampata sulla t-shirt della ragazza di turno, tutta intenta a mettersi in posa, riguardante i suoi costumi sociali di dubbia moralità.
L'immagine "proiettata" dalla Bismarck-iana diavoleria è infatti a tutti gli effetti invisibile a occhio nudo quindi, a meno di non ricontrollare con attenzione le foto appena scattate, le sorprese potrebbero arrivare in un secondo momento; anche per questo motivo ho pensato di utilizzare il termine image-poisoning per descrivere questo genere di attacco, se così si può definire. Vi consiglio di dare un'occhiata sul sito ufficiale per vedere gli "attacchi" già sferrati a personaggi del calibro di Obama e Mao e qualche video girato per le strade di Berlino.
L'invenzione è stata già brevettata dal 2007 e almeno per il momento Bismarck sembra resistere alle offerte, che non si sono certo fatte attendere, da parte delle varie società di marketing interessate alla cosa. Per il momento quindi solo l'ennesima prova che quello che osserviamo non sempre corrisponde alla realtà.

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ICE: /etc/init.d/iptables panic
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ICE: /etc/init.d/iptables panic
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[offtopic]@mrfree: ma hai disabilitato il BBcode o il formattatore?![/offtopic]
[edit]ok grazie[/edit]
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