Bologna taglia i costi grazie all’open source
Submitted by marioquark on Ven, 20/03/2009 - 18:44
[i]Da [b]Il domani[/b] del 11/03/09[/i]:
Entro ottobre quasi tutta la dotazione informatica migrerà verso software liberi e gratuiti. [b]Licenze tagliate sui pc del Palazzo. Computer “convertiti” all’open source: risparmiati 300 mila euro[/b]
Palazzo D’Accursio fa economia e taglia i costi delle licenze per i computer. Grazie all’open source, i software liberi da vincoli e messi a disposizione dai “proprietari”, il Comune di Bologna ha risparmiato oltre trecentomila euro in spese di licenze. Nel 2006, Palazzo D’Accursio spendeva circa 580.000 euro per le licenze dei programmi di tutti i 3.600 personal computer dell'amministrazione. Con il graduale passaggio al software libero, per ora 600 pc, nel 2009 i costi per le licenze sui programmi a pagamento si sono ridotte a 450.000 euro, e nel 2010 saranno inferiori a 400.000 euro.
Se il regime non fosse cambiato, ma si fossero mantenuti tutti i computer con software a pagamento, la spesa quest’anno sarebbe stata di oltre 700.000 euro. Entro i prossimi sette mesi la “migrazione ” verso il software libero interesserà 2.400 computer, il 66% del totale. Una rivoluzione, appena all’inizio nell’intenzione del Comune, presentata in commissione dal vicesindaco, Giuseppe Paruolo, esperto di computer. Il progetto che ha visto la luce in questi giorni risale al febbraio del 2008 mentre a giugno dell’anno scorso è stato preparato il pacchetto personalizzato di documentazione, materiale e corsi per i “technology leader”, cioè le persone che all’interno degli uffici sono più esperte d’informatica e possono essere punto di riferimento per i colleghi. «Il tema è di tipo culturale, anche noi dobbiamo fare di più per acquisire coscienza dell’importanza di questi processi», ha ricordato il vicesindaco Paruolo. Sulla stessa lunghezza d’onda, Daniele Carella, capogruppo di Forza Italia, che ha proposto di mettere in campo azioni premianti «per valorizzare la figura dei dipendenti comunali appassionati d’informatica che possono guidare gli altri su questa strada». Il percorso di “liberalizzazione” delle licenze, che ha già permesso di reinvestire il denaro risparmiato in spese di supporto e servizi sul territorio, è andato avanti da novembre, quando è avvenuta la migrazione totale del settore Cultura, mentre a dicembre è avvenuta la migrazione totale del settore Sistemi informativi e telematici. A gennaio 2009 si sono attivati i corsi di formazione ufficiali all'Istituto Aldini Valeriani, ed è avvenuta la migrazione del settore Salute. La prossima tappa del percorso di liberalizzazione dei computer del Comune dalle licenze è quella del cambio di sistema operativo, più complicato da realizzare rispetto ai programmi d’uso quotidiano, ma non impossibile. A proposito, Paolo Serra (Pd) suggerisce di studiare questa possibilità in sede Anci, ovvero con l’Associazione nazionale dei Comuni italiani, «con la creazione di una task force ad hoc». Il percorso del Comune è stato apprezzato anche dalle associazioni promotrici dell’utilizzo del software libero, presenti in commissione.
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